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I contributi per le Adozioni a distanza vengono utilizzati per rispondere alle esigenze di ogni animale per tutta la sua vita: un riparo sicuro e adatto alle necessità e ai suoi bisogni etologici, cibo sano, cure veterinarie, percorsi di rieducazione e assistenza.
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No, le spese di mantenimento per ogni animale sono molto alte, per questo ognuno di loro ha (o, speriamo, avrà) una grande famiglia di adottanti dietro. Grazie al contributo di ciascunɜ riusciamo a prenderci cura al meglio dellɜ abitanti del Rifugio.
Sì! Potrai venire a conoscere di persona l'abitante che hai deciso di sostenere scrivendoci ad adozioni@rifugiochicomendes.it non appena il rifugio sarà aperto al pubblico.
Sonia, dopo aver vissuto fin da cucciola con una capretta in una fattoria e a seguito di problemi nella famiglia che avevano drasticamente ridotto il tempo a disposizione da dedicarle, si era ritrovata confinata in uno spazio ristretto senza più tutte le attenzioni a cui era abituata. Aveva quindi iniziato a scappare mettendo in pericolo la sua stessa vita, motivo per il quale il suo proprietario era giunto alla conclusione che per lei era necessaria un'esistenza migliore e aveva iniziato a cercarle una nuova casa, prima che venisse uccisa da qualche cacciatore della zona. Ed è così che è arrivata al Rifugio nell'estate del 2020 all'età di quattro anni. Ha un carattere dolcissimo ed è sempre alla ricerca di coccole e attenzioni. Furba, astuta e grande amica di Giolito, adora fare la sua passeggiata mattutina e grufolare sia a bordo lago che nelle zone più boschive alla ricerca di ghiande e radici per poi mettersi a dormire per tutto il resto della giornata senza la minima possibilità di convincerla a muoversi! Oggi è tra gli abitanti più noti del Rifugio e ha la fortuna di poter vivere libera da individuo unico e speciale, portavoce di tutti i suoi simili rinchiusi negli allevamenti e destinati, i maschi, alla morte all'età di soli quattro mesi, o le femmine a essere ingravidate artificialmente per quattro anni e poi macellate a loro volta.
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Giolito arriva da una richiesta di aiuto di IHP Italian Horse Protection Onlus per un cavallo che sarebbe stato destinato al macello. La nostra più grande paura era di fare una scelta sbagliata a causa della poca esperienza, per questo abbiamo analizzato tutte le riflessioni e le paranoie possibili prima di pronunciare un SI. Poi sei arrivato, pazzo e irascibile, un carattere difficile, tosto, che ci ha fatto sudare perché non ne volevi sapere di adattarti alla tua nuova vita, ai tuoi nuovi compagni, conoscevi solo il tuo box dove vivevi e le performances che ti obbligavano a fare. Ci hai messo tanto a capire che di noi ti potevi fidare, che nessuno pretendeva nulla da te e che eri padrone di tutto il tuo tempo, poi ti sei piano piano ambientato e hai capito che avevi ogni cosa a tua disposizione, dal cibo alle nostre attenzioni, dallo spazio al tempo. Hai stretto legami forti con i tuoi compagni, hai amato e sei stato amato tantissimo da Sade che è stata la tua fedele compagna fino agli ultimi istanti della sua vita terrena.
Sei una roccia Gioli, pieno di acciacchi, atassico, epilettico e che più ne ha più ne metta ma la tua determinazione ci è di insegnamento ogni giorno che passa. E sicuramente sei stato il SI più bello che potessimo pronunciare!
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Lex è arrivata in rifugio in un periodo molto doloroso a causa della scomparsa della nostra amatissima Sade, ma da subito ha iniziato a curare con la sua dolcezza le nostre ferite. Ha 22 anni ed è con noi perché considerata a “fine carriera”, un triste termine che per molti cavalli equivale ad un destino spesso crudele. Lei invece è stata fortunata, il suo percorso ha preso una strada diversa e ci ha fatti incontrare!
Dopo gli ultimi anni chiusa in un paddock finalmente ha conquistato una libertà tutta sua, lontana da gare, da performances e da richieste di prestazioni. Oggi Lex è LIBERA di fare tutto ciò che vuole, vive padrona del suo tempo e gestisce ogni giorno come ogni animale libero dovrebbe fare, in più in questo percorso sarà accompagnata da tutti gli altri liberati del Rifugio, mai più sola!
Dopo la morte di Sade, Giolito ha fatto molta fatica, non ha mai smesso di cercarla, come se non si fosse arreso al fatto che la sua compagna non fosse più con noi. Ogni giorno lo viveva perso come se non avesse più un posto su questa terra, ma oggi, grazie anche all'enorme pazienza di Lex, il nostro bellissimo testone sta conoscendo una nuova serenità.
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Guenda vive con noi in Rifugio dal 2021. Prima di arrivare al Chico, viveva in una dimensione non adatta a lei, presa da piccola per soddisfare l’ennesimo capriccio umano e poi, cresciuta e non più voluta. Chi la deteneva aveva già contattato un mattatoio dove portarla per essere macellata, ma per sua fortuna qualcuno di buon cuore decise di contattarci per tentare di salvarla. Così, dopo aver parlato con il suo ex proprietario, lo convincemmo a cederla a noi e ad evitarle la fine più brutta.
Per lei quindi si aprirono le porte del Rifugio e da quel giorno vive con noi, amata e coccolata da tuttɜ. Ha un carattere molto molto particolare, è dolce e affettuosa ma anche molto viziata e se qualcosa non va come lei dice non esita a prenderti a testate! È un essere speciale, determinata e testarda, sempre partecipe in ogni momento, innamorata di Muschio (come darle torto?!), odia la pioggia ed ama le belle giornate, il sole e l’erba fresca.
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Questo essere speciale è con noi dalla primavera 2022 ed è riuscito a scampare ad un commerciante che lo avrebbe venduto al macello. Da piccolo era stato preso da una persona che però non se ne è mai presa cura, Muschio passava di mano in mano per essere sfruttato senza scrupolo fino all’ultimo momento prima che venisse preso da noi in Rifugio. La sua proprietaria lo ha abbandonato, senza interessarsi della fine che avrebbe potuto fare, ma il destino ha fatto si che incontrasse noi ed ha invertito la rotta della sua vita!
Ora questo gigante buono è finalmente felice, lontano dal male e da ogni forma di sfruttamento, fuori da ogni logica di lucro senza scrupoli, LIBERO!
È una creatura estremamente dolce, adora le persone nonostante tutte le delusioni, ama le coccole, i grattini, è super curioso e sempre in mezzo ai volontari!
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La nostra piccoletta arriva da un allevamento considerato “bio” che, dopo la chiusura, avrebbe destinato tutti gli animali al macello. Fortunatamente, grazie ai Rifugi che ospitano animali scampati ad un bruttissimo destino, sono stati tutti tratti in salvo e Ganza è una delle fortunelle!
È arrivata da noi denutrita, impaurita e diffidente verso le persone e verso i suoi simili… adesso è diventata la “tirabaci” , la giullare del gruppo, quella che invita sempre gli altri al gioco, alla corsa ed è davvero una tipa speciale! Dovreste vederla correre… rimbalza come una molla, mentre quelle due sventole che ha al posto delle orecchie vanno in ogni direzione, senza controllo!
La nostra monella in gonnella.
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Cotone è un capretto non più giovane, anche lui vittima dell’uomo e della sua superbia. Per anni è stato abbandonato a se stesso, qualche ciuffo di fieno e uno pseudo riparo dove nascondersi, mai una carezza, mai nessuno che abbia provato a capire le sue esigenze, mai una visita medica per conoscere il suo stato di salute. Ha un carattere molto timoroso, non si fida di tutti ed è diffidente, ma come biasimarlo?
Cotone in questi anni ha fatto piccoli passi nei nostri confronti, inizialmente scappava sempre alla nostra vista, ora si avvicina ai volontari che conosce per prendere pezzettini di mela.
Noi non lo “costringiamo” ad un contatto, lui come tutti gli altri ospiti del Rifugio è LIBERO di essere se stesso, di esprimersi, di decidere cosa fare e cosa no perché questo è il nostro concetto di rispetto, di vita e questo è quello che vorremmo per ogni essere su questa terra.
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La vita di Cocco prima dell’arrivo in Rifugio è stata una vita vuota, una vita in cui lui esisteva ma nessuno aveva voglia di rendersene conto. È sempre stato ignorato, mai una carezza, mai un’attenzione; a stento, giusto per tenerlo in vita, gli veniva dato un po’ di pane e poco fieno quando capitava. Viveva le sue giornate chiuso in un recinto, ogni giorno era uguale al precedente, privato delle necessità minime ed era terrorizzato dall’essere umano, che vedeva come animale da temere.
In questi 3 anni ha fatto passi da gigante, è ancora diffidente ma grazie ai volontari e alle volontarie, ma soprattutto grazie alla sua nuova famiglia caprina, ha scoperto la bellezza di ciò che ora lo circonda e di tutto ciò che che questo mondo di bello può offrirgli.
Ha un carattere molto curioso, è super goloso e adora i pezzettini di mela!
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Penelope arriva in rifugio nell'aprile 2022 insieme alla sua cucciola, Pollon, dopo aver vissuto in un allevamento per tutta la sua vita, sfruttata per essere, come sempre, a servizio dell'uomo e del suo egoismo. Nonostante la diffidenza verso il genere umano, ha capito immediatamente di potersi fidare dei volontari e delle volontarie che hanno accolto lei e la sua piccola con l'entusiasmo e la gioia che si riservano solo ai nuovi membri di una grande, bella famiglia. Non ha mai perso l'istinto materno, esattamente come dovrebbe essere permesso di fare a ogni madre, e ancora oggi che la sua Pollon è adulta, la tiene sempre sotto controllo e si è caricata sulle spalle l'intero gregge del Chico, chiamando, radunando e tentando di ergersi a "capobranco", nonostante i continui tentativi di sabotaggio di quel terremoto di Milly!
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Gino è stato ritrovato una notte nel giardino di un privato della provincia di Pistoia, ferito, spaventato, scioccato e completamente privo di ogni genere di fiducia verso l'essere umano a soli tre mesi di età. Le marche auricolari erano state strappate brutalmente per evitare che qualcuno potesse risalire al suo precedente proprietario e al suo arrivo in Rifugio le sue orecchie stavano ancora sanguinando copiosamente. C'è voluto tantissimo tempo prima che riuscisse anche solo a tollerare la presenza di un volontario o di una volontaria vicino, a capire che il mondo non era solo quello che finora aveva conosciuto, ma che esistevano anche persone che non lo volevano ferire ma che, al contrario, volevano solo il suo bene. La relazione è ancora in fase di costruzione e procede anche grazie a Milly, a cui Gino si è attaccato come una madre. Perché è solo questo ciò che un cucciolo di tre mesi dovrebbe conoscere: una madre che lo ama e lo protegge.
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Diego è un agnello nato in Rifugio a dicembre 2023 con Sid, Pesca e Rebel e insieme formano la "combriccola dei quattro teppisti! Il nostro piccolo gigante fin da subito si è dimostrato più timido e riservato rispetto al fratello Sid e ancora oggi conserva questa caratteristica, ma ogni giorno acquista sempre più sicurezza e fiducia anche verso di noi. Quando la mattina andiamo ad aprire la stalla è il primo che si avvicina: il rituale è sempre lo stesso, prima annusa la mano dellɜ volontarɜ, poi accetta qualche carezza e inizia a leccare e mordicchiare le dita. Adora “fare a testate” con la Ganza e Gino, ama giocare con lɜ altrɜ e correre veloce! Si gode al massimo la sua vita libera. A volte ci guarda dritto negli occhi e noi ci perdiamo in quello sguardo meravigliosamente puro.
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Sid, fratello di sangue di Diego e cugino di Pesca e Rebel, è uno dellɜ quattro teppistɜ natɜ liberɜ in Rifugio. Più piccolo alla nascita, ha subito recuperato forze, peso e carattere, dimostrandosi il più intrepido ed esuberante della combriccola! Meno intimorito di Diego dalla nostra presenza e da ciò che lo circonda, oggi adora e accetta coccole grattini sulla testa, ma giusto quel minuto e poi scappa via correndo con gli altri o si fionda letteralmente verso la rotoballa appena la stalla si apre! Salta su ogni dove, balle di fieno, sassi, alberi e non sta fermo un attimo, com'è giusto che faccia un cucciolo! Da lui ci aspettiamo, ahinoi, una Milly due!
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Rebel, con sua sorella Pesca, è una delle due piccole timide del Rifugio. Quando la mattina andiamo ad aprire, c’è anche con lei quel momento di sguardi che ci incanta in un istante in cui tutto si ferma. C'è solo tutta la sua dolcezza. Insieme a sua sorella, Rebel sta piano piano imparando a conoscerci e a concederci il lusso di due carezze, il suo carattere è ancora in costruzione per poter delineare un profilo preciso. Perché non scopri insieme a noi quali saranno le sue particolarità seguendo la sua crescita?
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Pesca, come Rebel, è molto timida e ancora diffidente, nonostante stia lentamente iniziando a fidarsi dellɜ volontarɜ e a capire che non ha niente da temere da quegli strani esseri con due sole zampe. Molto attaccata alla mamma e sempre all'ombra dei suoi fratelli pestiferi, Pesca è un esserino dolce che, solo per gli occhi meno attenti, rischia di rimanere in disparte. Perché una volta vista la dolcezza che emanano i suoi occhi, è impossibile dimenticarla!
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Klaus, con suo fratello Roger, è l'abitante anagraficamente più piccolo di tutto il Rifugio, ma non per questo il più ingenuo! Timido e ancora diffidente, trova però tutto il coraggio che ha in corpo per fiondarsi dritto in mezzo alla rotoballa accanto alla stalla non appena lɜ volontarɜ la scoprono! Con le orecchie che prendono anche Sky, è attaccatissimo alla sua mamma e a suo fratello e mostra già da adesso uno spirito indomito da vero esploratore! Non vediamo l'ora di vederlo crescere e di scoprire ciò che vorrà mostrarci, perché non ti unisci a noi in questo percorso?
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Roger è sicuramente il più timido e a tratti più diffidente dell'intero gruppo! Giocherellone come suo fratello Klaus, imita Sid e Diego tentando di saltare sulla rotoballa o correndo via, ma senza mai staccarsi del tutto dalla family! Anche lui sta capendo che qui è al sicuro, così ogni mattina quando si avvicina sapendo che si può fidare della mano che lo accarezza sulla testa e della voce che gli parla dolcemente, l'emozione provata dallɜ volontarɜ è indescrivibile! Cerca ancora la mamma e si raggomitola sotto di lei a suon di testate tentando di prendere il latte. Una dolcezza infinita!
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La vita di Camillo non è iniziata nel migliore dei modi, né dei mondi. È stato fatto nascere dall’essere umano, in uno di quei contesti in cui le madri vengono sfruttate e i piccoli diventano solo strumenti, mai individui. Un giorno è arrivata al Rifugio una segnalazione: un agnello veniva tenuto legato per le zampe sulla terrazza di un condominio. Durante l’ispezione dei Carabinieri Forestali è stato trovato impaurito, affamato e solo, immobilizzato senza possibilità di muoversi. Le indagini hanno poi chiarito che probabilmente sarebbe stato sacrificato in occasione di una festività religiosa. Da quel momento è scattato il sequestro e Camillo è stato portato al Rifugio. Quel giorno è diventato finalmente un individuo, non più una vittima del sistema o della tradizione. Nei primi giorni non conosceva la terra, l’erba, il sole. Non sapeva cosa significasse essere toccato con dolcezza o camminare libero. Ma grazie al gregge che vive qui ha imparato presto a fidarsi, a lasciarsi andare e a mostrare il suo carattere vivace e curioso. Oggi Camillo è felice e libero: corre, gioca, si riposa accanto agli altri e gode del suo spazio e della sua vita, come ogni essere vivente meriterebbe di fare. Nel Rifugio ha trovato la sicurezza, l’amore e la libertà che gli erano stati negati. Camillo non è più un numero, ma un simbolo di riscatto, di libertà e di giustizia. E resterà libero, per sempre.
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Zelda era prigioniera di un pastore, costretta a vivere in una cassa di espansione — un bacino artificiale usato per contenere le piene dei fiumi — trasformata in una stalla fredda e insicura. Due anni fa, durante l’alluvione, l’acqua sommerse tutto. Zelda e le sue compagne, rinchiuse senza via di fuga, lottarono per ore per restare a galla. Solo in tre — Gea, Phoebe e Zelda — riuscirono a sopravvivere, aggrappandosi a delle travi fino all’arrivo dei soccorsi. Tutte le altre morirono annegate, vittime dell’acqua e dell’indifferenza di chi le teneva prigioniere. Quando arrivò al rifugio era esausta, incapace di reggersi in piedi, ma dentro di lei la vita continuava a resistere. Portava con sé delle cucciol3, e nonostante le scarse probabilità, ce l’hanno fatta. Poco dopo, nel rifugio, sono nat3 nuov3 piccol3, liber3 fin dal primo respiro. Oggi Zelda vive finalmente libera.
Ha imparato a godere del sole, del pascolo e della compagnia delle altre, crescendo l3 su3 figli3 senza paura.
Nel rifugio ha ritrovato tempo, dignità e la libertà che le era stata negata.
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Gea è una delle tre sopravvissutə di quell’alluvione che due anni fa travolse tutto, cancellando in poche ore vite e storie.
Anche lei era prigioniera in quello spazio fatiscente usato come stalla, costretta a vivere senza mai conoscere la libertà. Quando l’acqua salì e sommerse ogni cosa, Gea riuscì, con una forza straordinaria, ad aggrapparsi a una trave per più di ventiquattro ore, fino all’arrivo dei soccorsi.
Quando arrivò al rifugio era esausta, segnata nel corpo e nello sguardo, ma in lei c’era ancora la voglia di vivere. Anche lei portava con sé delle cucciol3, e nonostante le scarse probabilità, ce l’hanno fatta.
Oggi Gea pascola libera, tranquilla, insieme al suo gregge. Si gode il sole, i momenti di riposo e la serenità che per troppo tempo le erano state negate. È diventata simbolo di resilienza e rinascita: una vita che, nonostante tutto, ha scelto di restare.
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Phoebe era con Gea e Zelda quel giorno in cui l’acqua ha sommerso tutto. Ha lottato contro la paura, contro la morte — e ha vinto.
Quando è arrivata in rifugio era terrorizzata, guardava ogni movimento con sospetto, come se non riuscisse a credere di essere finalmente al sicuro. Anche lei una volta arrivata in rifugio ha dato alla luce 2 splendidi agnellini che tuttora vivono con lei e tutto il gregge. Ci è voluto tempo, dolcezza e pazienza, ma pian piano Phoebe ha iniziato a fidarsi, a lasciarsi andare.
Oggi è una presenza calma e dolce, ma ancora vigile, come chi ha imparato quanto la libertà possa essere preziosa.
Nel rifugio ha trovato il suo ritmo, le sue amicizie, la sua pace. E ogni volta che si sdraia al sole o chiude gli occhi serena, ci ricorda che anche chi ha conosciuto la paura può ritrovare la vita, se accolto con amore.
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Al Chico vivono circa una cinquantina di oche, molte recuperate da situazioni di prigionia o salvate da rifugi e privati, trovate sole o ferite. Da noi vivono libere in grandi laghi dove nuotano e si godono la vita. Alcune sono molto docili e abituate alla presenza dei volontari, altre schive e timide, ma tutte ogni giorno si presentano alla casetta dei volontari per reclamare una dose di pappa! Questi animali sono sfruttati dall’essere umano proprio come ogni altro animale: vengono tenute prigioniere per poi strappare le loro piume per produrre giubbotti, piumoni e quant'altro, un processo molto violento e doloroso che le porta molto spesso alla morte per infarto o in seguito alle bruttissime infezioni dovute alle ferite provocate. Trattate rudemente, lanciate e sbattute come fossero oggetti senza vita e dignità, al Rifugio trovano o hanno ritrovato la loro identità: ci sono Schwa, Pippo, Chica, Napoleone, Suonina e tutti gli altri compagni di scorribande a cui noi siamo felicissimi di poter offrire la vita che meritano!
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Nel nostro Rifugio vive libera una grande comunità di Nutrie che sono abituate alla presenza dei volontari e che seguono ogni giorno per ottenere qualcosa da sgranocchiare. Nonostante la somiglianza, la nutria non è imparentata con il ratto, è esclusivamente erbivora e ha un carattere simile a quello delle cavie. È docile, schiva e non attacca né l'uomo, né gli altri animali se non messa alle strette senza vie di fuga. Non abbiate paura! Passa gran parte del tempo a curare il mantello, a lavarlo, lisciarlo e pettinarlo, motivo per il quale è molto pulita, nonostante spesso si tenda a credere il contrario! Si pensa che quella delle nutrie sia una specie invasiva, ma vogliamo ricordare che non è stata la nutria a invadere l’Italia, ma gli allevatori senza scrupoli a liberarla quando il suo allevamento per la pelliccia non era più così redditizio come in passato.
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La storia di Ginger si differenzia da quella di tutti gli altri abitanti del parco perché è stata lei a decidere di adottare noi! È arrivata in Rifugio una mattina dell'estate 2021 che aveva circa sei mesi e ha deciso di non andarsene più. L'abbiamo subito sterilizzata e abbiamo fatto in modo che la casa che aveva scelto fosse per lei la più bella possibile. Le abbiamo allestito la residenza estiva nella parte alta del parco insieme a tutti gli altri animali, e quella invernale nella casina dei volontari con cucce, coperte e ogni genere di comodità.
Affettuosa e territoriale, odia i viaggi in macchina con tutta se stessa, ma adora andare a sdraiarsi sui sedili delle auto parcheggiate, motivo per il quale a qualche volontario è successo più di una volta di ritrovarsela accanto una volta tornati a casa!
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Al Rifugio vivono diverse famiglie di galli e galline. Molto spesso questi animali vengono sfruttati ed utilizzati alla stregua di macchine per soddisfare ancora una volta l’essere umano, con i pulcini che finiscono VIVI in un tritacarne automatico tramite un banale rullo trasportatore o che si vedono troncare il becco ad appena quaranta giorni per evitare lotte e ferimenti causati dallo stress di vivere nello spazio ristretto di una gabbia. I rifugi sono quindi la loro unica salvezza per uscire definitivamente dal girone dello sfruttamento, poter vivere liberi permette ai volontari e alle volontarie di vedere come ognuno abbia la sua personalità e la sua individualità: c'è chi la mattina scappa fuori e razzola fino a sera non volendo mai rientrare e chi, al contrario, dormirebbe fino a tardi e non uscirebbe mai. Sono la compagnia sonora e visiva del Chico Mendes e la loro voce libera e serena è l'unica cosa che siamo felicissimi di avere da loro.
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Indira è una giovane capretta di circa 4-5 mesi, è arrivata in rifugio in un modo che ci ha lasciati con il cuore stretto: un mattino l’abbiamo trovata lì, proprio all’ingresso, da sola. Non sappiamo chi l’abbia portata, probabilmente qualcuno che non poteva più occuparsi di lei e che, forse spinto dai sensi di colpa, ha deciso di lasciarla davanti al nostro cancello, sperando in una seconda possibilità per lei.
Ora Indira potrà vivere serena, libera da ogni forma di sfruttamento, circondata di attenzioni e rispetto. Il suo nome, che significa “splendente”, le calza a pennello: con la sua presenza vivace e curiosa e la sua energia contagiosa ha già portato luce e allegria al rifugio.
Benvenuta, piccola Indira: la tua nuova vita è appena cominciata!
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Gianni è arrivato al Chico nell'estate del 2024, dopo essere stato abbandonato in un parco pubblico di un comune limitrofo. Inizialmente molto magro, impaurito e con le piume della coda tagliate, sta gradualmente familiarizzando con la sua nuova vita da animale libero. Ora è libero di scegliere i suoi orari, le sue attività e di esplorare nuove cose e conoscenze. Risponde allɜ volontarɜ quando gli fanno il verso, il che ha rappresentato il nostro primo canale di comunicazione con lui. Speriamo con tutto il cuore di riuscire a fornirgli sempre tutto ciò di cui ha bisogno, mantenendo viva la promessa fatta a ogni animale ogni volta che varca il cancello del Rifugio.
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Din Don (e con lui Nando, suo fratello) è nato in rifugio dopo che sua mamma era stata lanciata nel giardino di un privato di zona chiusa in un sacchetto (INCINTA!). Din Don è molto timido e pauroso in seguito a un attacco di una faina che lo ha ferito gravemente e preferisce stare nascosto nel fieno o nella casina attigua al box, ma col passare del tempo sta imparando a fidarsi.
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Nando, fratello di Din Don con cui condivide la storia, nonostante sia un po' paffutello, è molto agile e adora arrampicarsi sul portafieno per giocare e proteggersi. È uno dei conigli più dolce e coccoloni del Chico e sommerge la sua Belen di coccole, leccate e pulizie delle orecchie! Belen, così come Beyoncé, proviene da un salvataggio eccezionale portato avanti dalla Piccola Tana di Forlì e da Made in Bunny e, con le sue lunghe ciglia, affascina immediatamente ogni volontario/a! Non ha paura di niente, ha un carattere forte e determinato e una bellissima ed enorme voglia di vivere.
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Cocaine, Moonshine e Shadow sono tre sorelle recuperate da un'associazione amica che poi ci ha chiesto aiuto. Quindi, dopo un periodo di stallo a casa di una volontaria, sono arrivate in Rifugio dove potranno vivere insieme per il resto della loro vita senza che nessuna mano umana potrà mai separarle. Le tre piccole pesti, che in realtà, di piccolo hanno ben poco perché superano i 5 kg di peso ciascuna, hanno tra loro un rapporto che, come succede spesso tra sorelle, è fatto in egual misura di amore e litigi, ma la loro capacità e propensione a fare pace e a ritrovare l'armonia, è uno degli spettacoli più belli che la loro natura possa offrirci.
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Mr. T è nato al rifugio da una madre salvata dalla filiera riproduttiva, e quindi dalla macellazione, alla quale anche lui sarebbe stato destinato senza il nostro intervento. Ha sempre vissuto insieme a suo fratello Jungle, venuto a mancare ad aprile 2024 e, all'età oggi di quasi tre anni, Mr. T è un adolescente con tutte le conseguenze del caso e tipiche anche nell'uomo! Nonostante la tendenza distruttiva, è molto coccolone e socievole e gli piace tantissimo rosicchiare i rametti dell'albicocco proprio davanti alla sua casina!
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Edgar è in Rifugio ormai da un po’ di tempo. Ha sempre vissuto libero, insieme al grande branco di oche, passando le sue giornate in giro per il Rifugio, facendo lunghi bagni in acqua e soste al sole che riscaldava le sue giornate. Un giorno però ha conosciuto stracciatella, un’anatra muta maschio che vive nella zona della stalla, precisamente in quello che noi affettuosamente chiamiamo “pollaio disagio”. Questo incontro ha cambiato la sua vita. Da quel giorno Edgar non è più tornato nel grande branco, rimanendo sempre al fianco di stracciatella e delle altre anatre del pollaio. È una creatura speciale, parla tanto con i volontari e le volontarie, cerca attenzioni, è curioso e molto dolce. Edgar è l’ennesimo esempio dell’importanza che la libertà ha per ogni essere vivente, in Rifugio infatti, ha avuto la possibilità in totale autonomia, di scegliere dove e con chi stare, senza ostacoli, senza obblighi, ha seguito il suo istinto e la sua natura!
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Gina è una creatura speciale! Questa piumetta bianca è nata prigioniera, prima dell’arrivo in Rifugio era una schiava, che “viveva” rinchiusa in un minuscolo spazio, sfruttata per la produzione di uova. Gina non viveva in un grande allevamento, Gina viveva da un contadino, il classico contadino da cui molte persone prendono le uova credendo che ci sia differenza tra essere schiave in questi luoghi piuttosto che in un allevamento intensivo. Nel 2023, a causa dell’alluvione, l’acqua ha ucciso tutte le sue compagne. Non sappiamo come Gina sia riuscita a salvarsi e a non morire sotto la forza dell’acqua, ma Gina ha combattuto, ha atteso al freddo, calpestando i corpi morti delle sue sorelle, non ha mollato la speranza che qualcuno arrivasse a salvarla. E così è successo. Grazie a questo bruttissimo evento, Gina ha trovato la libertà. È stata presa e portata nel nostro Rifugio. Al suo arrivo era sotto shock, aveva paura di tutto, non mangiava, era debilitata e provata. Dopo qualche mese si è ripresa ed è diventata una delle protagoniste più attive delle giornate in Rifugio… È sempre nel mezzo, adora pranzare con l3 volontari3, come percepisce l’odore del cibo la vedi arrivare a corsa, saltando in collo a chi mangia per prendere un pezzetto di qualsiasi cosa, purché sia di suo gradimento! Dopo un anno dal suo arrivo in rifugio ha inoltre deciso che le piume bianche non erano più di suo gradimento, cominciando a cambiare colore e diventando maculata! Gina è un essere speciale, un essere libero e autodeterminato.
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Mesi fa, arrivando in Rifugio, ci siamo trovati davanti a una scena che ci ha lasciati senza parole. Proprio accanto al cancello, qualcuno aveva lasciato una scatola. Dentro, rannicchiati e ignari del loro destino, c’erano loro: Tik e Tak.
Chi li ha abbandonati così, chiusi in una scatola come fossero oggetti di cui disfarsi, non si è fatto scrupoli. Non ha pensato alla paura che avrebbero provato, al freddo, alla fame, al senso di smarrimento. Ha scelto la via più comoda e più crudele: liberarsi di loro senza alcuna responsabilità. Ma se c’è una cosa che sappiamo bene è che il Chico è casa per chi non ne ha più una.
E così, Tik e Tak sono entrati subito a far parte della nostra grande famiglia. Non avremmo mai potuto voltare le spalle a due anime così speciali.
Oggi sono una presenza fissa nelle nostre giornate, sempre tra i piedi mentre puliamo, lavoriamo, ci prendiamo cura degli altri animali.
Simpatici, chiacchieroni e incredibilmente affettuosi, si sono conquistati tutti con la loro dolcezza e curiosità.
Hanno trovato amici, sicurezza e amore.
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Biscotta è arrivata in rifugio in condizioni difficili: abbandonata e sola, con una fortissima zoppia a una zampa che le impediva perfino di appoggiarla a terra. Il dolore e la fatica si leggevano in ogni suo passo incerto. Ma nonostante tutto, nei suoi occhi c’era quella luce ostinata di chi non ha ancora smesso di sperare. Accolta con dolcezza dai volontari, ha ricevuto tutte le cure necessarie e, giorno dopo giorno, ha cominciato a migliorare. Oggi, a distanza di mesi, cammina quasi normalmente e quella zampa che un tempo le impediva di muoversi è tornata a sostenerla. Ma la rinascita di Biscotta non è stata solo fisica. In rifugio ha trovato qualcosa di ancora più prezioso: l’amicizia (e forse anche qualcosa di più) con Edgar e Mignolo, le due oche maschio del parco. I tre sono diventati inseparabili: un trio affiatato, a volte un po’ geloso e litigioso, ma sempre legato da una strana e tenerissima armonia. Edgar e Mignolo fanno a gara per stare vicino a lei, mentre Biscotta li osserva con quell’aria saggia da vera regina del cuore. Da animale abbandonata e ferita a protagonista di una piccola grande storia d’amore e rinascita: Biscotta ci ricorda ogni giorno che la libertà, la cura e le relazioni sincere possono davvero cambiare una vita.
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Mignolo è arrivato al rifugio insieme a un gruppo di anatre e oche, tutte salvate da una situazione di maltrattamento e sfruttamento. Mentre le sue compagne si sono adattate rapidamente alla nuova vita, lui è rimasto solo, spaesato e impaurito. Nei primi giorni, talmente disorientato, è rimasto bloccato su un isolotto al centro di uno dei nostri laghi, tanto che abbiamo dovuto recuperarlo con una canoa.
Poco alla volta, grazie alla tranquillità del rifugio e alla presenza degli altri animali, ha iniziato ad aprirsi. E così ha trovato un legame forte con Edgar e Biscotta, formando con loro un trio inseparabile: affiatato, a volte un po’ litigioso, ma sempre unito.
Oggi Mignolo cammina fiero al fianco dei suoi amici, e con la libertà ha riscoperto anche la fiducia.
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Occhia e Crosta provengono da un allevamento intensivo, considerate “scarti” dell’industria: troppo deboli o malate per essere mandate al macello, ma troppo vive per morire nei tempi previsti dal sistema.
In questi luoghi, è un veterinario a decidere chi può essere uccisə e chi no; chi non è “abbastanza in forma” viene eliminatə sul posto, senza pietà. Occhia e Crosta sono riuscite a sfuggire a questa sorte. Sono state riscattate e curate dallə volontariə, che le hanno rimesse in piedi e ridato la possibilità di vivere. Oggi camminano nell’erba, prendono confidenza con il sole e con mani che finalmente non fanno male. Sono la prova vivente che ogni vita conta, che ogni individuo può essere liberato, riconosciuto, amato.
Ma dietro di loro ci sono milioni di altri tacchini e tacchine che non avranno la stessa possibilità: nessun riscatto, nessuna carezza, solo buio e silenzio. Per questo raccontiamo la loro storia.
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